000 02260nam0a22003371i 4500
001 X4631
003 AR-MpSDAB
005 20260206062633.0
008 221004s2021 it 000 | ita d
020 _a9788842559290
040 _aAR-MpSDAB
_bspa
_cAR-MpSDAB
_erda
080 _a82-5
100 1 _aMasi, Alessandro
_eautor
_93190
245 1 0 _aIdealismo e opportunismo della cultura italiana 1943-1948.
250 _a3a edizione
264 1 _aMilano :
_bMursia,
_c2021.
300 _a481 páginas
336 _atexto
_btxt
_2rdacontent
337 _asin mediación
_bn
_2rdamedia
338 _avolumen
_bnc
_2rdacarrier
520 3 _aDal 1943 al 1948, mentre l'Italia soffre e combatte, si sviluppa una febbre di vita nuova e di ricostruzione. Allora prende corpo una storia di rapporti tra la politica e la cultura che dura per tutta la prima Repubblica» (dalla Prefazione di Andrea Riccardi). Nel secolo dei totalitarismi il dibattito tra politica e cultura si fa infuocato. A chi spetta il primato? Chi scrive la storia? Questo saggio prende in esame i rapporti tra gli intellettuali e il potere in Italia negli anni che vanno dalla caduta del fascismo al 1948, anno della sconfitta elettorale dei comunisti. Da Mussolini a Togliatti, dal «Primato» di Bottai al «Politecnico» di Vittorini, passando attraverso la fine dell'idealismo gentiliano, le riserve storiche gramsciane trascritte nei Quaderni, la polemica anticrociana e la fine dell'autonomia artistica, un'analisi documentata e un racconto umano dei protagonisti della scena culturale italiana, luci e ombre di personalità complesse quanto originali, che si illudevano di poter indirizzare la politica e che hanno dovuto fare i conti con la grande disillusione. «La politica fa la storia. La cultura fa la cronaca» fu l'icastico commento di Togliatti in cui, in qualche modo, riecheggiava quello di Mussolini: «Gli intellettuali sono macchine inutili.
546 _aDonación Secretario Società Dante Alighieri
650 4 _aCultura
651 4 _aItalia
_91717
650 0 _aLiteratura política
650 4 _aPoder
650 0 _aHistoria
655 0 _aEnsayo
_9836
945 _a1
_d2025-09-15
_bPablo López Liotti
946 _bCRON CRON
_a
999 _c3784
_d3784