Camilleri, Andrea

Il giudice Surra : e altre indagini in Sicilia. - 181 páginas - La memoria . - La memoria .

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Per la prima volta insieme tre brevi gialli ambientati in Sicilia, tre storie da tempo introvabili, che confermano lo straordinario talento inventivo e di narratore di Andrea Camilleri. Delitti, intrighi e sospetti, e un carosello di personaggi memorabili. Le storie di Camilleri sono sempre seducenti, anche quando tralasciano la fascinazione sonora del vigatese per scavare dentro il rimestío, sommesso ed elusivo, di un italiano parlato tra torsioni e tocchi dialettali: come accade nei tre racconti di questo volume. Conta, nell'un caso e nell'altro, la straordinaria esattezza della scrittura dell'autore. Nella terna, che qui fa libro, trovano assetto componimenti di diversa configurazione narrativa, di uguale qualità inventiva, e di godibilissima lettura. Due dei racconti sono datati 2005. L'altro è del 2011. Ora, dopo la dispersione, entrano nelle partizioni e nell'arcata di un libro unitario, collaborando vicendevolmente con i legami associativi suggeriti dagli ingegnosi giochi di quinte della regia di Camilleri. Sintomatico è il racconto Troppi equivoci con la sua costruzione severamente cinematografica. Sullo schermo delle pagine scorrono le didascalie come in un film d'antan. E la narrazione intreccia due trame parallele di contrapposta colorazione: una luminosa; l'altra torbidamente fosca, marcata dal corsivo. Bruno Costa, "tecnico della società dei telefoni", è portato da una "curiosità innata" a verificare le sue "supposizioni" partendo "da minimi indizi". È un dilettante dell'investigazione. Un futile scherzo telefonico, con conseguenti combinazioni di equivoci, fa precipitare lui e la donna di cui è innamorato nelle spire della trama oscura. La donna viene orrendamente uccisa. L'esercizio della "curiosità" consente a Bruno di venire a capo del giallo prima dello scrupoloso commissario Chimenti. Un monile di onerosi ricordi dá il titolo a Il medaglione. Il maresciallo Antonio Brancato comanda in Sicilia la Stazione dei Carabinieri di un paesino di montagna. Più che altro è un consulente per famiglie, un paciere. può capitargli di doversi scontrare con un pericoloso latitante di passaggio. Ma lui sa come regolarsi. Risolve tutto con una furbata teatrale (in stile Montalbano). Ed è con una stupefacente furberia che salva dall'attonita disperazione e dalla angosciata autoreclusione un vedovo che, nella cassa del medaglione regalato alla moglie, al posto della sua fotografia ha trovato il ritratto di uno sconosciuto. Ambientato a Montelusa, nell'anno 1862, con propaggini nel biennio successivo, è Il giudice Surra. Il protagonista del racconto storico (un piemontese sceso in terra di Sicilia) è armato di un candore che disorienta la fratellanza, o mafia, e lo rende enigmatico, alieno all'intero paese; gli fa ignorare minacce, intimidazioni, e persino un attentato. É una corazza fantastica, l'in-nocenza, una sfida, sostenuta com'é da un'integrità morale e da un combattivo senso della giustizia che consentono al giudice di rintuzzare e umiliare la mafia, consegnandola all'irrisione. Por primera vez juntos, tres historias cortas de detectives ambientadas en Sicilia, tres historias inalcanzables durante mucho tiempo, que confirman el extraordinario talento inventivo y narrativo de Andrea Camilleri. Crímenes, intrigas y sospechas, y un carrusel de personajes memorables. Los relatos de Camilleri resultan siempre seductores, incluso cuando dejan de lado la fascinación sonora del vigatese para ahondar en el tenue y esquivo barajar de un italiano hablado entre giros y toques dialectales: como ocurre en los tres relatos de este volumen. Lo que cuenta, en ambos casos, es la extraordinaria precisión de la escritura del autor. En el trío, que aquí se convierte en libro, hay composiciones de diferente configuración narrativa, de igual calidad inventiva y muy amenas de leer. Dos de las historias están fechadas en 2005. La otra es de 2011. Ahora, tras la dispersión, entran en los tabiques y en el arco de un libro unitario, colaborando mutuamente con los vínculos asociativos sugeridos por los ingeniosos juegos de escenas de la dirección de Camilleri. La historia Demasiados malentendidos es sintomática por su construcción severamente cinematográfica. Los títulos se desplazan en la pantalla de las páginas como en una película antigua. Y la narración entrelaza dos tramas paralelas de colores contrastantes: una luminosa; el otro, turbiamente oscuro, marcado en cursiva. Bruno Costa, "técnico de una compañía telefónica", se deja llevar por una "curiosidad innata" para comprobar sus "suposiciones" a partir "de las pistas más pequeñas". Es un aficionado a la investigación. Una inútil broma telefónica, con la consiguiente combinación de malentendidos, lo sumerge a él y a la mujer de la que está enamorado en las espirales de la oscura trama. La mujer muere horriblemente asesinada. El ejercicio de la "curiosidad" permite a Bruno llegar al fondo del misterio ante el escrupuloso inspector Chimenti. Un collar de recuerdos gravosos da título a El Medallón. El mariscal Antonio Brancato está al mando de la estación de Carabinieri de un pequeño pueblo de montaña en Sicilia. Más que nada es un asesor familiar, un pacificador. Es posible que tenga que chocar con un fugitivo peligroso que pasa. Pero él sabe qué hacer. Todo lo resuelve con un truco teatral (al estilo Montalbano). Y es con una astucia asombrosa que salva de la desesperación atónita y de la angustiosa reclusión a un viudo que, en el caso del medallón regalado a su esposa, encontró el retrato de un extraño en lugar de su fotografía. Ambientada en Montelusa, en el año 1862, con ramificaciones en los dos años siguientes, se sitúa El juez Surra. El protagonista del relato histórico (un piamontés que desembarcó en Sicilia) está armado de una franqueza que desorienta a la hermandad, o mafia, y lo vuelve enigmático, ajeno a todo el país; le hace ignorar amenazas, intimidaciones e incluso un ataque. Es una armadura fantástica, la inocencia, un desafío, sostenido por una integridad moral y un sentido combativo de la justicia que permiten al juez repeler y humillar a la mafia, consignándola al ridículo.

9788838945888


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82-31